Virago

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Autunno

E’ la stagione in cui le donne ricominciano a indossare le calze, cominciando ovviamente da quelle più leggere e velate. Non sono un grande appassionato di lingerie, semplicemente adoro togliere le calze alla partner. E’ un gesto sensorialmente e mentalmente eccitante, e un diverso approccio al piede.

E poi mi inebria percepire quell’odore sulla pelle di gambe e piedi, che non è più freschezza post doccia, ma non è ancora sudore. E’ il principio.

E’ lì che il cazzo comincia a diventare davvero duro.

Autunno

Bene

La sua coinquilina ci ha sentiti, l’ultima volta. Le ha confidato di aver sentito distintamente tutto. E sono certo che si riferisse ai colpi di cinghia e al turbolento coito anale, dicendo ‘tutto’.

Le ha confidato anche di essersi eccitata. E poi che le piacerebbe guardarci. Capito la nuotatrice in jeans e mocassini..?

Mi domanda come potrei vivere questa presenza estranea e osservatrice.

Le rispondo ‘bene’.

Bene

L’appassionata

Frequentavo con assiduità i concerti di musica da camera, qualche anno fa, e feci la conoscenza di una donna di assoluto fascino. La adocchiai ad uno dei primi concerti, alta, sottile, mora con i capelli raccolti, carnagione scura, occhi profondi e neri. Elegantissima, sobria. Ero convinto fosse spagnola, invece era (è) tedesca. Col tempo, concerto dopo concerto, è capitato che ci siamo conosciuti. E poi è capitato anche che ci siamo conosciuti meglio.

A un certo punto era nell’aria, e quel giorno qualche ora prima del concerto mi inviò un messaggio in cui ventilava la possibilità che dopo il concerto mi facesse ascoltare una cosa speciale. Si riferiva evidentemente alla sua esecuzione della sonata n.23 per pianoforte di Beethoven, di cui avevamo parlato quando mi aveva raccontato di aver cominciato a studiare il pianoforte 3 anni prima, a 38 anni suonati. Ma avevo il sentore che di speciale ci sarebbe stato altro.

Si presentò diversa dal solito. Ancora non so dire in cosa esattamente, forse qualcosa nel trucco, tacchi più alti, non so è stato come sentire odore di fica, come percepirla per la prima volta come femmina calda. Dopo il concerto in breve fummo nel suo soggiorno: lei al piano, io sul divano. Beethoven si palesò come il pretesto che era, e in un attimo ci trovammo a baciarci gustosamente.

La spogliai spogliandomi, annusandola con cura, leccandola. Mi rifugiai tra le gambe inebriandomi della sua meravigliosa fica, me l’ero immaginata così, con le labbra pronunciate, sporgenti. E un bel clitoride. E poi mi mangiai anche il suo culo, cosa che accolse con un forte gemito inarcandosi. Anche lei cercava il sesso, armeggiando tra i miei slip, e leccava e succhiava come una troia elegantissima. A metà strada le nostre bocche si cercavano, le lingue si volevano.

All’improvviso mi fermai e la presi per mano per andare in camera da letto. Era un po’ come dirsi ‘ora si fa sul serio’. E in effetti eravamo entrambi pronti, la mia erezione sarebbe affondata fin troppo liscia nella sua vulva fradicia. Era tutto meravigliosamente languido e sapevo che lo sarebbero stati anche i naturali amplessi…Ebbi un’idea piccante.

Giunti in camera la baciai e le chiesi di attendermi qualche secondo, tornai nel salotto del pianoforte e sfilai la cinghia dai miei pantaloni, la piegai in due e tornai di là. Quando mi vide riapparire col cazzo eretto verso l’alto e la cinghia ciondolante in mano, accennò un sorriso che si trasformò in disagio. ‘Non preoccuparti…ti piacerà. Lo so.’, dissi, e il suo sorriso si faceva più disagiato..

Le porsi la mia mano per farsi condurre, si alzò e la feci rivolgere contro la parete appoggiandovi le mani. Corressi la posizione delle braccia, delle gambe e la postura. I primi 5 colpi furono leggeri ma decisi, tutti sulle natiche. Le accarezzai la schiena e la nuca, era eccitatissima, le diedi due dita da succhiare.

‘Altri 5 colpi, un pochino più forti…’. Al quinto colpo fece una leggera flessione sulle gambe e sussurrò ‘scopami, ti prego…’. Le infilai due dita nella fica che sembrava in ebollizione, e poi due dita nel culo. Che sembrava chiamare il cazzo.

La feci inginocchiare davanti alla mia cappella e poi la feci mettere a 4 zampe, infine la feci abbassare sui gomiti. ‘Se la cinghia non ti fosse piaciuta avrei smesso dopo i primi 5 colpi, ma….credo che altri 5 siano perfetti’. E questa volta i colpi furono nettamente più forti. Mi chinai poi ad accarezzarle delicatamente le natiche e la schiena e le leccai il culo, prima delicatamente, poi in modo sempre più vorace. Si muoveva come un’anguilla, era sudata, spettinata, segnata. Puntai la cappella sull’ano e spinsi con decisione….uhooooohh….tutto dentro fino in fondo. E cominciai a dondolare a tempo, andando fino in fondo e riemergendo. Venne subito.

Facemmo sesso fino all’alba. La mattina mi disse che mi aveva immaginato più romantico a letto.

L’appassionata